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The Americans alla vodka_recensione n. 4

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the americansIngredienti:
Libro di storia
Pantaloni a zampa (vi verrà voglia di metterli)

Il riferimento a qualcosa condito con la vodka se avete più di 30 anni vi riporta inevitabilmente agli anni Ottanta.  Se ne avete meno, in discoteca,  e in questo caso vi odio.

Comunque qui parliamo di The Americans (la seconda stagione è in questo periodo in onda su Fox), serie tv americana ambientata appunto nei primi anni Ottanta, quando in Italia stavamo, ahinoi, appena scoprendo la moda “paninara” e negli Stati Uniti invece si facevano ancora vedere le influenze degli anni Settanta con i pantaloni a zampa e le gonne a ruota al ginocchio.

Scusate la digressione sulla moda.  The Americans è tutt’altro. E’ una serie tv che parla di spie. Ed è una delle serie che in Italia è più sottovalutata dei reggiseni in cotone di Tezenis. Dicevamo, sono i primi anni Ottanta e siamo in piena guerra fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Philip ed Elizabeth sembrano una classica coppia americana. Due figli, la cucina con l’isola e i pan cake a colazione. In realtà sono due spie del KGB infiltrate nel territorio nemico, che vivono di fronte a un agente del FBI che si occupa appunto del KGB e che crede di aver sedotto una donna russa per avere informazioni riservate ma in realtà il sedotto fesso è lui.  Ah, dimenticavo. Philip è sposato parallelamente anche con una dipendente del FBI. La zitella sfigata che pur di avere un uomo vive con il prosciutto sugli occhi. Certi personaggi sono trasversali. Li puoi trovare in The Americans tra le spie o in Sex and The City tra le scarpe di Manolo.

Raccontata così, starete pensando o che ci sono buoni motivi per sottovalutarla o che io mi sia scolata la bottiglia di vodka di cui sopra.

E invece no, la parte romanzata nella sceneggiatura occupa solo il minimo indispensabile per distinguere una serie da un docureality, probabilmente perché a scriverla è stato Joe Weisberg, agente della Cia attivo fino ai primi anni Novanta. Per il resto basta andare a recuperare i ricordi di quanto studiato sui libri di storia del liceo per capire che la storia è perfettamente contestualizzata, sia a livello di azione sia di psicologia dei personaggi che non risultano mai delle macchiette ma sono interpreti credibili di una storia credibile.

Il punto di forza della sceneggiatura è proprio la capacità degli autori di definire la psicologia dei personaggi. Lui, il fantastico Matthew Rhis che avevamo lasciato a fare commoventi dichiarazioni d’amore al suo compagno in Brothers & Sisters, è un agente che obbedisce al KGB, anche se a tratti mostra dei segni di cedimento alla cultura americana. Insomma in Italia sarebbe finito a rimandare una missione per mangiarsi una carbonara davanti alla partita. Lei algida e spietata, russa più dell’insalata, alla fine è comunque una madre e “i figli so’ piezz e core” anche se sei del Kgb e uccidi gente senza pietà. Loro insieme sono una coppia nata sulla carta per volere della madre patria ma che inevitabilmente e a modo proprio ha iniziato ad amarsi e a litigare. Magari su come uccidere qualcuno e non perché lui ha lasciato la tavoletta del water alzata, ma d’altronde ogni coppia ha i problemi che merita. I loro figli invece sono americani, non conoscono la vera identità dei genitori e vengono educati nel rispetto dei valori del paese in cui sono nati. Pensate di essere della Roma e vedere i vostri figli che crescono tifosi della Lazio. O di essere Borghezio e vedere i vostri figli crescere convinti che siamo tutti uguali.

Comunque, io ogni volta che guardo una puntata mi ritrovo sempre a fare le stesse considerazioni:

  1. a me sfugge completamente il concetto di attaccamento alla patria. Insomma, io la vita non la rischierei mai per un paese dove c’è Calderoli in Parlamento.
  2. Fare le spie negli anni Ottanta era parecchio più facile. Senza smartphone, localizzazioni, gps, telecamere a ogni angolo di strada o doppie spunte blu di whatsapp ci sono molte meno variabili da considerare. Anche mettere le corna negli anni Ottanta doveva essere parecchio più facile. Per fortuna io ero troppo piccola per essere cornuta.
  3. Fbi, Kgb, anni Ottanta o nuovo millennio, nessuna app super tecnologica potrà sostituire la strategia più vecchia del mondo per coglionare un uomo. Il sesso.