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ADDIO DEREK SHEPHERD: LA MORTE DI UN PERSONAGGIO, DI UNA SERIE O DI UNA SHOWRUNNER?

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580509847a4942486755lLa morte di Derek in Grey’s Anatomy ha avuto un impatto mediatico ed emotivo così alto che ormai tutte le altre morti premature televisive sono state declassate a normali decessi per vecchiaia. Di quelli insomma che te ne fai una ragione.
Più che Derek però la vera vittima di questa morte è Shonda Rhimes. Le fan di Grey’s si sono coalizzate contro la showrunner e vorrebbero, nell’ordine:

1. Chiuderla nella botola del B613 e farla torturare dal padre di Olivia Pope;
2. Far credere a Emily Thorne che Shonda Rhimes è in realtà Victoria Grayson. Quindi non solo sottoporla alla cieca violenza della vendetta, ma pure a quella della protagonista di una serie competitor;
3. Farla sentire male, ricoverarla allo Sloane Grey Menorial Hospital e farla operare da Amelia Shepherd che purtroppo, dopo la morte di Derek, ha ricominciato a farsi di ossicodone.
4. Fare in modo che Owen si accorga che Amelia non è in grado di operare e chiamare d’urgenza Richard Webber al suo posto. Peccato che pure lui ha ricominciato a farsi i cicchetti. Sempre dopo la morte di Derek.
5. Srotolare lo striscione “chi di sceneggiatura ferisce di sceneggiatura perisce” nella galleria che affaccia sulla sala operatoria dell’ospedale;
6. Farla rapire dall’associazione dei serial killer di criminal minds con richiesta di riscatto direttamente a Obama. Che rifiuta di pagare. Per solidarietà a Fitz di Scandal, che un presidente così bambacione è un’umiliazione troppo grande da digerire.
7. ucciderla seguendo “le regole del delitto perfetto” e poi farsi difendere da Annalise Keating.

Io, onestamente, sono più clemente con Shonda e so che questa affermazione potrebbe mandare pure me dritta nella botola del B613 (in caso fate in modo che a salvarmi arrivi Castle e mi porti nel suo attico a Manhattan).
Prima di tutto, la Rhimes è stata capace di far diventare Grey’s Anatomy il medical drama di riferimento della nostra generazione. Proprio quando eravamo sicure che nessuno ci avrebbe reso un camice bianco più affascinante di quanto facesse il dottor Carter di ER, è arrivato il dottor Stranamore. Proprio quando il Dottor House ha ricominciato a farsi di vicodin e a buttarla in caciara con il lupus è arrivata Cristina Yang. Proprio quando avevamo dimenticato le faccette della dottoressa Giò sono arrivatI gli sguardi da gatta morta di Meredith Grey.
11 stagioni e uno spin off, Private Practice, per una serie tv sono tanti. Il calo autoriale è fisiologico. L’unico rimprovero che faccio a Shonda è che in Grey’s Anatomy il calo iniziato temporalmente subito dopo il disastro aereo è continuato con l’arrivo di nuovi specializzandi che sono serviti più alle esigenze di accoppiamento dei medici interni che ad altro, con una trama appiattita e con l’abbrutimento dei personaggi principali. Insomma, a un certo punto ci siamo ritrovati con la Bailey con il disturbo psichiatrico e con Derek, quello che potenzialmente potrebbe curare l’alzhaimer, che chiede il permesso a Meredith pure per fare una tac ai suoi pazienti.
E’ probabile che il successo di Scandal prima e quello de Le regole del delitto perfetto dopo abbiano distratto Shonda da bisturi e defibrillatori, fino al punto che il pubblico si è ammalato di deficit dell’attenzione. E cos’altro se non l’evento luttuoso con l’articolo determinativo può risvegliare un pubblico mezzo addormentato? D’altronde la morte in Grey’s Anatomy è stata sempre usata come espediente autoriale per rinnovare la trama. La dipartita non tragica di Cristina è solo l’eccezione che conferma la regola.
Di fronte all’ipotesi della chiusura della serie, il tentativo della Rhimes è estremo. Creare una sorta di spin off di Grey’s Anatomy dentro Grey’s Anatomy, intenzione evidente già alla fine della decima stagione, con l’arrivo di due nuovi personaggi con le caratteristiche proprie delle protagoniste e che non a caso sono una, Amelia, la sorella di Derek e l’altra, Maggie, la sorella di Meredith. E poi l’upgrade di Alex e Joe a coppia di riferimento, il litigio di Callie e Arizona per permettere l’ingresso di possibili futuri personaggi, la rinormalizzazione della Bailey a simpatica stronza, il passaggio della residenza in roulotte a Owen che arrivato a Seattle da sfigato alla fine pare abbia fregato tutti e la fragilità della coppia formata da Jackson e April che stiamo solo aspettando di capire con chi la tradirà lui. Probabilmente con Maggie.
Un passaggio al futuro con soluzione di continuità, dunque, che però per potersi davvero definire passaggio ha bisogno di una rottura. La morte di Derek, appunto. Non quella di Meredith che … magari. E si Derek poteva restare in esilio a Washington, ma, l’ho detto prima, la morte in Grey’s è sempre stata il tratto distintivo e poi, parliamoci chiaramente, l’uccisione del dottor Stranamore è uno di quegli avvenimenti che sveglia l’attenzione di tutti. Fan di Kubrik inclusi. Nel dubbio daranno pure loro un’occhiata alla dolorosa puntata, che segnerà o la fine definitiva della serie o il suo nuovo inizio. Io punto su Shonda e sul nuovo inizio. E già adoro Amelia.