SCANDAL: LA STORIA DI UN POLITICAL DRAMA, UN PO’ SPY, UN PO’ ROMANTIC.

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scandal_ olivia pope e fitzSono lontani i tempi di “The West Wing”, che, nonostante una trama sempre politically correct, resta in assoluto la migliore serie sulla Casa Bianca mai realizzata. Nello studio ovale in questo periodo televisivo, tra House of Cards e Scandal, succedono più casini che nel letto di Brooke Logan.

Parliamo però di Scandal, serie ideata da Shonda Rhimes, la stessa che ha ucciso Derek in Grey’ s Anatomy per intenderci. Siamo ormai arrivati alla fine della quarta stagione e la conclusione è che … Scandal ha “tenuto botta”, come direbbe Renzi.  Merito senza dubbio della Rhimes capace di correggere più volte la scrittura durante le quattro stagioni salvando la storia dal vortice eccessivamente surreale in cui stava cadendo.

La serie nasce fondamentalmente con una struttura orizzontale. Durante la prima stagione, ogni puntata si apriva con un “scandalo” istituzionale-governativo che Olivia Pope, personaggio che rivaluta le quote rosa, risolveva alla fine. La trama verticale riguardava, più che altro, le vicende personali dei protagonisti, prima fra tutte la storia d’amore fedifraga tra Olivia Pope e il Presidente degli Stati Uniti, così romantica che in alcuni momenti ha fatto impallidire pure il post it di matrimonio tra derek e meredith di grey’s anatomy. Poi all’improvviso è cambiato tutto e, puntata dopo puntata, la serialità verticale ha preso il sopravvento. Sono intervenute associazioni governative segrete, stanze di tortura, imbrogli, bugie e colpi di scena.

Parecchi spunti, quindi, che per essere sviluppati avevano bisogno della serialità verticale, quella che a ogni puntata lascia lo spettatore con il fiato sospeso.

Ed è qui che la Rhimes ha tirato un po’ troppo la corda rischiando di cadere in uno spy drama di basso livello. E’ riuscita però a fermarsi in tempo, restituendo dignità alla trama orizzontale e lasciando a margine quella verticale, in modo da permettere allo spettatore di dimenticare un po’ di abusi di sceneggiatura e tornare a concentrarsi sui fantastici vestiti di Olivia Pope e sulla sua storia d’amore con il Presidente, uomo che, al contrario, sbiadisce le quote blu. Un fregnone attaccato al cappotto di Olivia. Certo con i cappotti che mette lei pure io ci starei attaccata, ma sarei spinta da altre motivazioni.  Intorno a lui ci sono complotti, sabotaggi, persone che nel migliore dei casi vengono uccise, nel peggiore torturate da gente al cui confronto Dexter è un giocatore dell’allegro chirurgo e lui continua a fare l’innamorato adolescente. E che negli Stati Uniti non ci sono i grillini a denunciare i complotti non può essere una giustificazione.

Comunque lo spy drama a Shonda piaceva parecchio. Ha avuto solo bisogno di una stagione di passaggio per capire come riattivarlo. Poi, indovinate un po’, pensa che ci ripensa, ha optato per una morte. Me la immagino a fare la roulette russa con i personaggi principali e nel dubbio intanto decidere di far morire il figlio del Presidente, fatto appositamente tornare dal college dopo che per tre stagioni non lo aveva mai visto nessuno. A questo punto era talmente sicura di aver preso la strada giusta che a fine stagione non ci ha nemmeno lasciato con il dubbio su chi fosse l’assassino, rivelato però solo al pubblico e non ai personaggi. Solo Harrison, collaboratore di Olivia, scopre tutto. E muore. Una vittima la roulette russa doveva pur farla.

La quarta stagione è dunque iniziata con una trama verticale di quelle belle ripide. In 12 puntate, si è svelato il giallo sulla morte del figlio del presidente e, colpo di scena, lo ha capito pure Fitz. Lui e Olivia si sono baciati, lasciati e poi giurati di andare a vivere nella casa super lusso in Vermont. Tutto tre o quattro volte. Anche Jake e Olivia si sono baciati tre o quattro volte e pure loro giurati di tornare nell’isola deserta. Praticamente al momento, l’unica certezza sentimentale della Pope  riguarda il settore immobiliare.  Di sicuro non andrà a vivere in un monolocale.

Sempre durante la quarta stagione, Olivia è stata rapita, liberata ed è stato smantellato un complotto che al confronto le scie chimiche sono diventate biologiche, l’America è entrata in guerra per salvare Olivia nonostante pure lei senza parrucchiere avesse i capelli crespi, i terroristi sono stati sconfitti con disonore e il vice presidente con un’iniezione che gli ha procurato un ictus, uno scandalo omosessuale ha coinvolto il capo dello staff della casa bianca che alla fine sposerà un gigolò di cui però è innamorato, la Cia e tutto lo staff stavano per coglionare il Presidente e lui ovviamente non aveva capito nulla.  Ma tranquilli, tornata Olivia ci ha pensato lei a dirgli che era stato un idiota a entrare in guerra e far morire soldati americani solo per questioni ormonali tra loro due. Questo dopo che Mellie, la first lady, qualche scena prima gli aveva estorto la promessa  di farla diventare presidente al posto suo. Che probabilmente è stato il momento più verosimile di tutte e quattro le stagioni.

Clinton e Hilary devono aver avuto una conversazione simile qualche anno fa.

Insomma, alla fine Fitz si ritrova senza amante e senza nemmeno più la presidenza.

In tutto questo, nonostante la serie possa essere senza dubbio definita politicamente scorretta, il momento dedicato alla commemorazione dei soldati caduti in guerra permette a Shonda di fare pace con il suo patriottismo. Nessuno sceneggiatore americano è immune dalle commemorazioni.

Adesso bisognerà attendere la fine della quarta stagione per capire che svolta verrà data alla storia. Io punto parecchio sull’ipotesi figli extra coniugali dei genitori di Olivia, che non credo avessero la fedeltà coniugale tra i loro pregi. Arriverà un fratellastro di Olivia che la madre terrorista ha allevato come spia del Kgb o una sorella che il padre assassino e torturatore ha trasformato in un sicario? Intanto è indispensabile che qualcuno mandi i servizi segreti a cercare gli attributi che il Presidente ha perso più o meno a metà della prima stagione, perché poi è un attimo che alla Casa Bianca ci ritroviamo Frank Underwood.  E poi sarebbero cacchi pure per Olivia, che un conto è Mellie, un altro è Claire Underwood.

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