AMICI 14 BOLLITI_recensione n. 5

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MARIA-DE-FILIPPI-656x548Ingredienti:
libretto di istruzioni di Ikea
svariati chili di malinconia

Modalità di visione
Sapete che differenza c’è tra un libretto di istruzioni per montare un mobile Ikea e la De Filippi che spiega le regole della nuova edizione di Amici 14? Nessuna, a parte che le prime si leggono e le seconde si ascoltano. A un certo punto ti incarti. O ti avanza qualche vite o la sorte di qualche concorrente che quest’anno può essere eliminato, sostituito, sospeso, sfidato subito o posticipato. Praticamente manca solo la segregazione.

Ovviamente le decisioni vanno prese in sede collegiale. Per eliminare per esempio serve l’unanimità, per il resto varie maggioranze che sinceramente non ho afferrato. Strano che non abbiano previsto di porre la fiducia sulla sorte di qualche concorrente che sta a cuore a Maria come il Jobs Act a Renzi.

Devo riconoscere una cosa, io ogni volta che parte una nuova edizione di Amici sono prevenuta, perché, sarà l’età, ma sono una di quelle fan malinconiche. Quelle che adoravano quando Steve Lachance si alzava in piedi per essere di supporto ai suoi allievi che dovevano fare qualche presa particolarmente impegnativa che lui aveva passato ore a insegnare in sala.

Adesso, più che una scuola, Amici è diventato una battaglia, con i duelli tra i ragazzi che “schierano” i loro compagni per vincere prima le battaglie e poi, si spera, la guerra.

C’è da dire che la tendenza allo show nelle prime due puntate del pomeridiano è stata ridimensionata, anche se pretendere dalla De Filippi la marcia indietro e il ritorno al passato è impensabile. Questione di orgoglio.

Comunque fatto sta che il concetto di insegnare è stato completamente relativizzato.

Sentire Kledi che dice che dopo un mese di casting, un ragazzo non è migliorato e quindi lo elimina è l’apoteosi della superficialità. Quel poveraccio ha fatto i casting per entrare in una scuola per imparare e migliorarsi. Non bisogna chiamare Landini per capire che ci vuole il minimo sindacale del tempo per farlo.

E poi, su, il copione che prevede il professore la cui severità confina la cattiveria è ridicolo.  Nemmeno il poliziotto cattivo nelle serie americane è così …cattivo. Gli alunni i professori li devono rispettare, non li devono temere. Non è così crea l’immagine di un programma rigoroso. E per capire le motivazioni non bisogna nemmeno scomodare Freud. Tanto è vero che, nell’immaginario collettivo,  Mengoni e Noemi sono cantanti, la Amoroso e la Marrone, quelle di Maria De Filippi. La differenza tra XFactor e Amici.

Nella seconda puntata, comunque, è partita la guerra tra i ragazzi. Vengono selezionati due capisquadra, che devono indossare una specie di cappio rosso al collo e scegliere i compagni da far esibire. Chi perde rischia quanto sopra. A giudicarli direttamente solo due docenti. Le decisioni finali invece spettano a tutti gli insegnanti.

Ieri, i due docenti prescelti erano Veronica Peparini, coreografa, e Francesco Sarcina, il nuovo docente entrato quest’anno. Lui che, quando canta, ha solo un grado di separazione dagli urli gastrointestinali di Kekko dei Modà, quando giudica, ha gli occhi chiusi e la mano in fronte e si alza in piedi plateale a dire la sua sulla musica. Insomma un Morgan ma non posso, anche se pare abbia preso con passione il suo compito di insegnante. Ci penseranno gli autori e Maria a farlo apparire un esaltato, che lo abbiamo capito noi che lo stile Morgan paga, figurarsi loro.

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