Archivio della categoria: New York

DECIMO GIORNO A NY. THE LAST DAY.

FacebookTwitterGoogle+Condividi

ny 12 E’ l’ultimo giorno a ny. Nevica, ma non così tanto da bloccare l’aeroporto e posticipare la partenza.

Mi sarebbe piaciuto tornare al village a giocare a fare carrie, ma questa neve e’ davvero fastidiosa.Preparare i bagagli mi ha impegnata più′ del previsto.

Ho realizzato di aver comprato così tante mutande di victoria secret da coprire tutti gli appuntamenti mondani che mi aspettano al ritorno. Il lunedì con grey’s anatomy, il mercoledì con brothers&sisters, il giovedì con mad man, il venerdì con armi wives ecc.ecc.

Il lunedì potrò addirittura permettermi un doppio cambio tra la fine della puntata di grey’s anatomy e l’inizio di quella di private pratice.

Prima di andare a fare colazione da starbucks mi sentivo ancora newyorchese, poi mentre ero in fila per ritirare il mio chai tea latte, una signora mi urta e invece dell’ abituale “sorry”, mi dice “sssccchiuscmi” con un inconfondibile accento partenopeo.
Se non sei tu che vai alla madre patria e’ la madre patria che, ahime’, viene da  te.

Dopo un giretto da Barnes & Noble, libreria di new York, dove ero li li per spendere i miei ultimi averi in cofanetti di serie tv che poi non avrei potuto vedere nel dvd italiano, decido di proseguire la giornata con una sosta manicure. Adesso ho uno splendido smalto gel che brilla sulle mie mani e durera’ three weeks. All’aeroporto scopriro’ che tutte le ragazze sono fresche di manicure, manco ci fosse scritto sulla lonely planet di farsi le mani l’ultimo giorno a new York!

Se da manhattan dovete arrivare all’areoporto di Newark, vi consiglio di prenotare su Internet, va bene anche la sera prima, il servizio shuttle, www.supershuttle.com,  dividerete un furgoncino con altre dieci person fino all’areoporto. Costa 19 dollari a persona piu’ la tip.
Il risparmio rispetto al taxi si traduce in circa quattro mutande di seta e mezzo da victoria secret.

L’imbarco avviene in ritardo.
L’aereo decolla tranquillo, io un po’ meno, almeno fino a quando non si spegne il segnale dell’obbligo delle cinture. Non da’ anche voi un senso di tranquillità lo spegnersi di quella lucetta ansiogena?  Il volo e’ air france.
Il televisore individuale c’e’ e funziona.  E già questa e’ una notizia grandiose.
Vedrò sex and the city 2, bevendo champagne.
Eh si… E’ un volo francese e si beve champagne, e questa e’ un’altra notizia grandiosa.

Undicesimo giorno in volo – 8 gennaio

Sono su terraferma francese con circa 35 minuti di ritardo. L’asfalto e’ rassicurante  dopo ore e ore sospesi sull’oceano. Io forse riuscirò a prendere la coincidenza per Roma, la domanda e’ ci riuscirà pure la mia valigia?  Ad alcune valigie dovrebbe essere consentito viaggiare con il proprietario. Alla mia, per esempio.

L’equipaggio di air france e’ simpatico come il sale messo nel caffè al posto dello zucchero.
L’aeroporto di Parigi e’ un disastro. Avrei perso la coincidenza anche se l’aereo fosse arrivato con un’ora di anticipo….  A che ora mi faranno partire? E soprattutto qualcuno sapra’ darmi notizie della mia valigia…. Povere mutande di Victoria secret costrette in una stiva buia e senza nulla di fashion!

Aggiornamento. Sono ripartita per roma alle 15.30. Al momento sono le 17.23 e sto per atterrare, dopo aver dormito come “la bella  addormentata nel bosco” senza, inutile dirlo, nessun principe che mi ha svegliata.
Sto volando con Corrado Augias, che se lo avessi incontrato al tempo in cui conduceva Telefono Giallo mi sarei nascosta nella cappelliera per la paura. Oggi, se non ci fosse stata una francesina in mezzo a noi, lo avrei rincoglionito di chiacchiere per fargli leggere il mio blog.
Stiamo atterrando. Mi congedo per terrorizzarmi in modo adeguato.
Atterrata. Traversata oceanica, due atterraggi e due decolli.  Tutto nello stessp giorno e tutto da sola.
Good girl!

Enjoy….

NONO GIORNO A NY. 6 GENNAIO-PARTE 3

ny 15Non lo ha detto, ma ho chiaramente percepito che Brad ci e’ rimasto un po’ male di aver ricevuto meno attenzione degli ugg nel mio post.

Così’, ho deciso di parlarvi un po’ di lui.

Diciamo prima di tutto che assomiglia davvero a brad pitt se lo guardi dopo aver bevuto tre birre grandi e che, volendo, potrebbe proporvi una colazione da tiffany in versione nostrana.

Se non avesse una fidanzata, insomma, sarebbe un buon partito.

Ora non mi intasate la posta per saperne di più, perché il suo vero nome e i suoi contatti rimarranno top secret. Al massimo potrò dirottarvi su suo amico single romano, in cui vedrete una netta somiglianza con George, dopo aver bevuto una bottiglia di Chardonnay barriccato.Brad mi ha illustrato la sua teoria sui taxi, che, sono un po’ come l’amore vero, quando arriva quello giusto lo capisci subito. Il concetto sembrava interessante, ma lo ha espresso proprio nel momento in cui credevo fosse brad pitt, quindi mi sarebbe sembrato interessante anche l’elenco degli amici di nonna papera su facebook.

Alla fine, dopo passeggiata con stivaletto tacco 11 indossato rigorosamente senza calze perché e’ antico avere freddo ai piedi e giro  dei negozi di time square in cui ho sentenziato che non avrò mai un fidanzato che indossa una camicia a quadri, per cui e’ probabile che a breve uscirò con l’amante di lady chatterley, brad, seguendo il suo teorema, ferma un taxi per me.

Ecco, questo e’ il taxi perfetto,dice.

Il tassista continua a ripetermi “this is a great country”.  E grazie che per lui e’ great country, in quale altro paese gli permetterebbero di guidare un taxi pur avendo un tic al braccio che gli casca dal volante a intervalli regolari e deve essere rimesso al suo posto con l’ausilio del braccio sano?
Credo che Brad debba affinare il suo teorema oppure bere meno birra!

In albergo ho appuntamento con la valigia. Ma quando le ho comprate tutte queste cose?????

NONO GIORNO A NEW YORK. 6 GENNAIO- PARTE 2

ny14Il resto della mattina l’ho passato al Metropolitan.

E ora faro’ le mie considerazioni.
Attenzione, perché lo storico dell’arte che e’ in voi potrebbe avvertire una leggero senso di nausea.
Gli spagnoli non sono quadrogenici nemmeno quando vengono dipinti da Velasquez.
Gli uomini francesi sono sempre dei grandi fricchettoni, le donne invece sono in assoluto le piu’ languide.
Se ci sono angeli, santi e atmosfere celestiali dieci a uno che e’ un pittore italiano o al massimo uno straniero che ha imitato gli italiani. Raffaello ha dipinto così tante volte la Madonna  che non e’ che prima la dipingeva e poi la ricattava? In questo caso, le paparazzate selvagge di Corona dovebbero essere quantomeno ridimensionate.

Mi raccomando prendete la map gratuita prima di cominciare la visita al Met, altrimenti sapete Pacman di commodoriana memoria? Ecco, girerete così’ per le varie sale e vi ritroverete inspiegabilmente sempre davanti a Ercole che prende il toro per le corna.
La parte egiziana, quella con lo spettacolare tempio nella sala con vetrata che affaccia su central park e’ piena di sarcofagi e cocci vari.  Le suppellettili, ovvero il paragrafo dei libri di storia che odiavo solo un po’ meno rispetto a quello  sulle imprese siderurgiche dei libri di geografia!

Dopo, la mattinata culturale, la shopaholic che e’ in me chiede vendetta.
La Madison dalla 80 in giù e’ piena di negozi esclusivi, da Ralph Lauren a Carolina Herrera, da Oscar de La Renta a jimmy Choo a Chloe’…. I
mmaginate la mia frustrazione a comprare solo uno sweatpants da juicy couture.
Un pantalone senza nemmeno la felpa abbinata, e’ questo il massimo che la mia precaria condizione economica, maledetta unicredit banca, mi permette di acquistare.
Ho in serbo una sceneggiata napoletana per il direttore della mia banca che San Gennaro mi fara’ la standing ovation ed Edoardo De Filippo l’applauso con richiesta di bis.

Pranzo al bancone da Bill’s Bar&Burger, http://www.billsbarandburger.com/locations , posto molto carino sulla 51 tra la madison e la quinta che vi consiglio di provare. Attenzione, pero’, non hanno dolci, ma solo shakes e cup cake.  Io ho sopperito con doppia porzione di  french fries.
E’ qui che ho conosciuto Matthew e John, che, manco a dirlo sono come sarebbe Jude Law senza il suo sorriso, i suoi occhi, il suo fisico, le sue labbra, il suo naso, il suo sguardo, il suo mento, i suoi zigomi. Praticamente due mostri, che, seppur simpatici, sempre mostri rimangono.
Lavorano nell’edificio di fronte in una società di cui non ho afferrato il nome, ma che sono certa si occupa di qualcosa che ha a che fare con la technology.  Volevano offrirmi un bloody mary. Io ho gentilmente rifiutato…
Ma il bloody mary non era il cocktail bevuto da bridge jones? Ecco, sono una carrie bradshow posseduta da bridget jones. Ci sara’ un esorcista a new york?
Stasera metto i tacchi, non si sa mai che il mio amico Brad si presenti a cena con un amico.
Mi accontenterei pure di uno con la narice destra leggermente somigliante a quella di jude.
Arrivo in albergo ore 8:16 pm. Doccia, lavaggio e asciugatura capelli, superamento trauma tacchi dopo 9 giorni di ugg, download dell’app for i pad “io sono carrie bradshaw”, cab al volo e alle 9:12 sono già dieci minuti che aspetto Brad.

NONO GIORNO A NEW YORK. 6 GENNAIO-PARTE 1

ny 13+Stamattina l’ho fatto.

Ho aperto gli occhi, avvertito urgente necessita’ di caffeina, infilato gli ugg sul pigiama e  scesa allo starbucks che c’e dall’altra parte della strada a prendere il caffè.

Mi e’ tanto piaciuto.

Ho deciso di farlo anche a Roma. Mi toccherà pero’  comprare un pigiama di victoria secret per l’occasione. Seconda colazione a downtown con marion.

Nel suo ufficio oltre al suo capo, che, per comodita’, chiamerò Obama, c’era esemplare maschile niente male. Italiano trapiantato nella grande mela, moro, bella cravatta, niente pancia e alto quanto basta da non sembrare nano se metto le manolo blahnic!
Ci state immaginando a camminare mano nella mano a central Park mentre dividiamo una cupcake alla vaniglia?
Se lo state facendo, sono desolata di rovinarvi la happy love ending, ma dovete smettere.
Sta per sposarsi. E se non stesse per sposarsi, sarebbe gay. E se non fosse ne’ in procinto di matrimonio, ne’ gay,preferirebbe le bionde (proprio adesso che sono diventata mora) e se non fosse fidanzato, non fosse gay e amasse le more… Scoprirei che porta i calzini di spugna bianchi con i mocassini.

Cambiamo argomento e anche block. Siamo a midtown. Lo sapete che e’ possibile assistere al david letterman show lasciando il proprio nome al ticket Office del teatro, l’ed sullivan theatre di Broadway?
Alle 13 c’e un’estrazione e se sei fortunata puoi partecioare alla registrazione del programma nel pomeriggio.  Ho deciso di rendere piu’ avvincente questo blog e di creare un po’ di suspance perciò non vi rivelerò′ se il mio nome e’ stato estratto oppure no.

OTTAVO GIORNO A NEW YORK. 5 GENNAIO – PARTE 2

new york 8Dopo aver percorso circa 50 isolati a piedi mi sono resa conto che il posto in cui sally ha pranzato con harry non e’ zabar’s ma Katz Deli, praticamente zona high line, dove ero stamattina.

Adesso so pero’ che davvero da zabar’s si trova tutto cio’ che ha a che fare con il cibo!
Quindi, se vi capita andate a farci un giro, magari prendendo la subway.

Essendo salita lungo l’upper west side, decido di scendere giù passando per l’upper east side, optando per una passeggiata bipartisan.

Prima, pero’, ho bisogno di una pausa pranzo.
Scelgo un posto carino con la veranda e con i tavoli affacciati sulla strada.
Il tempo di sedermi e ordinare ed entrano nel bar una vecchietta in carrozzella e un vecchietto con la bombola dell’ossigeno… Ebbene si.
Mi guardo intorno e mi rendo drammaticamente conto che in quel posto anche mia nonna si sentirebbe una teenager.
Mangio Hamburger, patatine e blueberry cake per dimenticare!

Passaggio a columbus circle, dove sono stata a fare la spesa con Brad l’altra sera, e poi madison e 60 a fare un saluto a Barneys, dove, che la dissenteria dilaghi in unicredit, non posso comprare nulla.
Il De Coubertin dello shopping avrebbe detto meglio guardare che comprare, così’ dopo che hai partecipato senza vincere e guardato senza comprare ti senti cretino senza esserlo.

Per entrare nel Manhattan mood a Fiumicino ho comprato il libro di candance bushnell, one fifth avenue.
Un passaggio al one fifth, con annessa spiata all’interno del building era d’obbligo!!!!
Il quartiere e’ esattamente come descritto nel libro.

Tornata sulla broadway, noto il negozio Hollister, quello che c’e’ anche sulla fifth e in cui gli italiani si mettono in fila per entrare. No line, i go in.
Il negozio e’ immenso, 4 piani di palme, stanze e stanzette, per le quali nemmeno Ricucci dei tempi d’oro sarebbe riuscito ad avere un condono!
Avete presente una felpa abercrombie? Sostituite abercrombie con hollister e … That’s it!
Oltre che per il logo diverso capirete che non siete da abercormbie perché’ la fragranza che impregna il negozio e’ ugualmente persistente ma più′ dolce e perché, a parità di figaggine, da hollister un paio di commessi/surfisti girano in costume.
Quello che e’ successo dopo, l’ho scritto prima….
Enjoy….

OTTAVO GIORNO A NEW YORK. 5 GENNAIO – PARTE 1

ny 11

E’ dalla High Line di New York che vi comunico che unicredit banca dal 10 gennaio avrà‘ una cliente in meno.

Certo del mio addio non ne risentirà nemmeno il rimborso spese dei business lunch di un dirigente, ma solo la speranza che un piatto di pesce crudo gli procuri un’intossicazione alimentare di media gravita’ mi da’ estrema soddisfazione.

Uhhhh, leggo sulla credit card che c’e’ un servizio clienti.
Anche se non risponde alle mie mail, la mia unicredit banca ha un numero da chiamare dall’estero.
La mia banca si che mi e’ sempre vicina.
Chiamando il numero scritto dietro la carta ti risponde la vocina che chiede se vuoi usare i tasti del telefono o il riconoscimento vocale. Che in un contesto intercontinentale  e’ un modo pratico e veloce per risolvere i problemi dei clienti.

D’altronde se Calderoli e’ ministro della semplificazione, non mi meraviglio che al  Customer care di unicredit ci lavorino gli ex concorrenti del GF, mandati da Berlusconi al posto di Profumo.

Insomma, digita 1, digita il numero della carta, poi digita 3, poi digita di nuono il numero della carta, poi digita 2, digita 1, digita la tua data di nascita, poi 3, digita la data di scadenza, digita 1. E, dopo che hai digitato il digitabile, la vocina ti dice il servizio non e’ disponibile, per motivi tecnici.
Non e’ disponibile?
E io per che cosa le pago 18 euro al mese, per comprare il pallottoliere al tipo che mi calcola le competenze di liquidazione?
Visto che la rete informatica l’hanno probabilmente fatta progettare da una società‘ di wedding planner che, con la crisi, si e’ lanciata nell’ingegneria delle telecomunicazioni,  come minimo voglio un impiegato che mi risponda con i segnali di fumo se necessario.

Nonostante il piccolo inconveniente finanziario la High Line di New York si lascia comunque apprezzare.
Si tratta della linea sopraelevata di una metropolitana che non e’ mai stata portata a termine.
Ora e’ diventata una sorta di parco, con panchine e sedute per prendere il sole d’estate,  su cui si passeggia ammirando il panorama, dalla 14 fino alla 20.
Sono in corso i lavori che la estenderanno fino alla 30.

Sulla sinistra potrete ammirare l’hudson e le barche che ci navigano sopra, sulla destra Manhattan, quella con le case basse e i mattoni rossi, dietro cui all’improvviso appare maestoso l’Empire.
A meta’ percorso sentirete suono di campane. Si tratta dell’opera di Stephen Vitiello, “a bell for every minutes”. Ogni minuto viene diffuso il suono di varie campane che l’autore ha sentito andando in giro per Manhattan e registrato in presa diretta con il sottofondo, quindi, dei rumori della città.
All’inizio di ogni ora vengono riproposti tutti i suoni insieme.
Pretty cool!

Una piccola sosta la merita anche la gradinata sul ponte con la vetrata da cui si possono guardare le  macchine che passano di sotto. Scritta così potrebbe dare l’idea di cavalcavia di quelle autogrill collegate tra loro, ma giuro sulla mia borsa di marc jacobs che l’effetto e’ molto piu’ glamour!!!

Se siete sull’High Line, allora vi trovate nel Meatpacking District, il quartiere dove c’erano i macelli della carne e ora riqualificato a zona radical chic.
Ne avrete la conferma facendo un giro per i negozi del quartiere.
Per le sex and the city addicted e’ qui che si trasferisce Samantha nella serie in cui Carrie tradisce Aidan con Mister Big. Se avete fame, andate a mangiare da Pastis, che il mio amico Brad, anche detto Bradly Planet, mi ha consigliato la prima volta che sono venuta a new york!
E per digerire, una passeggiata a Chelsea Market ci sta tutta!

Tornando in direzione midtown, ho scoperto un block molto carino, 21 tra 10 e 9, con belle case che affacciano su una tranquilla stradina. Anche la 9, almeno fino a Chelsea, e’ una strada diversa dalle altre avenue , negozi piccoli, bar per i vegani, un delizioso meat marketing e vari isolati senza nemmeno l’ombra di uno starbucks!

Ho deciso che mi concederò′ un pranzo da Zabar’s. Ricordate harry ti presento sally? Ecco, proprio li’.

SETTIMO GIORNO A NEW YORK. 4 GENNAIO

new york 11Probabilmente quando avremo il ponte sullo stretto di Messina, il ponte di brooklyn non mi piacerà‘ più così tanto.

Quindi me lo godo adesso che ancora non e’ stato sovrastato dalla italica magnificenza. Attraversare il ponte, ammirando la statua della libertà‘ e poi ritrovarsi a Brooklyn e’ fantastico. Una volta superato il ponte, troverete una dettagliata cartina che vi aiuterà a orientarvi. Visitate Brooklyn heights,  passeggiate….  e godetevi il cambio di atmosfera rispetto a manhattan! Il settimo giorno e’ il giorno dei problemi con la carta di credito. Nella mia mente ho dato tanti di quei pugni al direttore della banca che la sua faccia assomiglia a quella di rocky dopo l’incontro con Ivan Drago. Fortunatamente c’e’ Marion che, messa in modalità‘ bancomat, ti rifornisce di cash senza nemmeno dover digitare il pin. Per questioni di sicurezza contro il riciclaggio e altre menate del genere, infatti, nemmeno i miei nuovi bancomat funzionano negli States. Chissà che segreti nasconde una giovane donna che ritira duecento dollari cash da un bancomat di new york. Vorrà davvero fare acquisti da bloomingdale o tentera’ la scalata della bnl usando le scale mobili di un grande magazzino? Certo se avessi avuto un conto alle cayman e potuto usufruire dello scudo fiscale, Tremonti mi avrebbe steso il red carpet da Bloomingdale. Ma si, parliamo di Bloomingdale, uno dei department store di new york e sicuramènte il mio preferito, senza togliere nulla a Sacks e a Barney che comunque amo molto.  Anche Bergdoff & Goodman ha il suo fascino, innavicinabile.  E come non nominare Macy’s che, sebbene abbia meno fascino degli altri, e’ il luogo dove pare si facciano gli affari migliori, sempre che tu abbia frequentato almeno un corso di laurea breve su come sopravvivere in un department store. Ma Bloomingdale e’ Bloomingdale..  Al momento di pagare, mi raccomando, mostrate il passaporto e specificate che siete turisti, avrete diritto al 10% di sconto extra. Se consigliate a tutti di controllare prima le offerte Bloomingdale di juicy Couture e invece voi comprate sulla quinta strada, don’t worry. Siamo in America. Puoi cambiare quello che hai comprato e decidere se prendere altro o avere i soldi back.  Mica come in Italia, che per cambiare i tuoi acquisti hai una settimana di tempo, sabato escluso, devi presentare lo scontrino allegato a un’autocertificazione in cui dichiari che nel pieno delle tue capacita’ fisiche e mentali hai deciso di effettuare un cambio e farti accompagnare da un testimone che assicuri che non hai mai indossato quello che vuoi cambiare. In questo caso puoi cambiare la taglia. Se vuoi cambiare con altro modello, ma sempre dello stesso genere, ti dovesse mai venire in mente di cambiare una mutanda con un reggiseno, devi portare certificato di medico specialista. Scusate, scappo via… ho una maglietta da cambiare!!!! See you soon, come direbbe Alessio Vinci!!!

SESTO GIORNO A NEW YORK. 3 GENNAIO

new york 6E’ ufficiale.

Tornero’ in Italia caffenoimane e sottoforma di chocolate cookie al sapore di cannella con contaminazioni di bacon & eggs!Il summary della sesta giornata a ny lo sto scrivendo in uno starbucks  seduta  a un tavolino che affaccia sulla broadway. Prima che facessi cadere il caffe’ era un momento very sex and the city.  I

l numero di isolati percorsi oggi si avvicina al numero delle bugie proferite dal nostro Presidente del Consiglio nella stagione 2009-2010.
I miei piedi stavano per dichiarare lo sciopero generale.
La trattativa con i sindacati delle estremità e’ stata dura, ma alla fine l’ho spuntata, grazie a un pedicure e a un paio di ugg nuovi di zecca.

Gli Ugg sono gli stivali australiani, che ti rendono sexy come Barbara D’Urso quando si mette i vestitini a palloncino e lo smalto verde pisello. A meno che naturalmente tu non sia un Angelo di Victoria Secret.
Il riferimento e’ perché ho fatto un affare.
Se  vedrete aggirarsi per Roma una tipa con una cannottiera rosa con la scritta angel,  beh… sono io.

Gli ugg, oltre negli official store che sono sulla madison  58,  al 78 di mercer street e anche nell’upper east side ma al momento mi sfugge l’incrocio preciso, vengono venduti in tantissimi negozi di soho, tranne quelli grigi n. 38, che incautamente ho promesso alla mia amica Anna, a cui addebiterò il pedicure.
La ricerca degli ugg mi ha comunque permesso di passeggiare allegramente tra soho, noho, nolita e il village, ma non ditelo ad Anna altrimenti non mi paga più′ il pedicure.

Il mio consiglio e’ di passeggiare sulla broadway verso downtown e poi all’incrocio con mercer street andare a destra e perdersi nei blocks.
Da vera newyorchese avrei dovuto dirvi di andare a est o a ovest, ma mi dedicherò a capire qual e’ l’est e quale l’ovest solo dopo che non avro ‘ piu’ esitato davanti a una porta con le scritte push o pull.

Arrivare al Village ha richiesto piu’ impegno.
Dunque, il cuore del village e’ bleeker street, una strada molto lunga che da un lato arriva fino all’incrocio con bowery street, dove peraltro troverete l’estroso negozio di patricia field, costumista di sex and the city, dall’altro invece arriva fino all’ottava avenue incrocio con la 11, facendovi attraversare la parte secondo me piu’ bella di NY, in cui, parlando di shopping, c’è il negozio con la seconda linea di Marc Jacobs e, parlando di food, c’è Magnolia Bakery, in cui vi consiglio di assaggiare …. Tutto.
Se marilyn avesse usato una goccia di profumo dei dolci di magnolia al posto di quella di chanel n. 5,  con almeno uno dei Kennedy l’avrebbe spuntata.

Ancora non vi ho detto in che direzione prendere la bleeker?
Beh, d’altronde mica sono una Google map, io….

Importantissimo, una volta che dalla Broadway prendete mercer street ricordate poi di ritornarci, perché la Broadway merita di essere percorsa in tutta la sua lunghezza e in entrambi i lati. Al 512, per esempio, incontrerete All Saints.
Se dovessi morire in un negozio di vestiti, vorrei morire in questo.
E’ dunque una sorta di dovere morale comprare qualcosa nel luogo che potrebbe potenzialmente conservare i miei resti.

Dopo questo momento intimista, corro a prendere l’aperitivo con il mio amico di roma, per il quale ho scelto il nome fittizio di Brad.
Se lo avessi chiamato Pippo, probabilmente mi avrebbe abbandonata legata a una staccionata di central Park che, per quanto meglio di un guard rail sull’A 1, e’ un’esperienza che non voglio provare.

QUINTO GIORNO A NY. 2 GENNAIO

new york 10Il cielo continua a essere limpido e le temperature a essere alte.

Potrei quasi coniare un muovo proverbio. Fortunata al meteo, sfortunata in amore!

E’ il giorno del trasferimento a new york. Da sola.
Ho visto troppe puntate di criminal minds per rivelare sul web il nome dell’albergo in cui mi trovo, quindi dovrete accontentarvi di sapere che mi trovo a manhattan libera di shoppingare per tutta la città senza limiti, se non quello della maledetta carta di credito che continua a tarparmi le ali e a frenare la mia capacita’ di acquisto.

Comunque dopo brunch con vecchio compagno di scuola che, seguendo il naturale corso della vita e’ convolato a nozze e pianifica di mettere su famiglia, mentre io mi ingegno sui 1001 modi per trasferirmi a new york e vivere come carrie di sex and the city, inizio la mia passeggiata sulla quinta strada.

Mi soffermo su Juicy Couture, che e’ il negozio delle tute di ciniglia, quelle che, per intenderci, indossa Antonella Clerici. So che un riferimento a kate moss sarebbe stato piu’ appropriato per promuovere un marchio glamour e che probabilmente mi sono giocata tutte le scarse possibilità‘ che avevo di essere assunta nel reparto marketing e comunicazione di Juicy, ma, a mia difesa, posso dire che almeno la Clerici l’unica polvere bianca che conosce e’ la farina e che l’unica trasgressione che si concede e’ usare la 0 al posto della 00. Indossa juicy e i tuoi dolci saranno piu’ sani. Quasi quAsi mando un curriculum.

Comunque, il marchio e’ molto glamour, anche se  non prorio sobrio.
Quindi se non amate stampe e colori vistosi, non credo sia il vostro stile.
Farci un giro pero’ vale sempre la pena, anche perche’ le tute costano molto ma davvero molto meno sia rispetto al negozio juicy che si trova in via della spiga a milano sia rispetto a Gente che le vende a Roma.  Cercando bene, poi, si trovano anche modelli semplici.
Il negozio si trova tra la 52 e 5, ma anche sulla madison, a bleeker street e in varie altre parti di ny.
Inoltre c’e’ angolo juicy couture anche da bloomingdale, spesso con offerte interessanti.
Si e’ capito che e’ uno dei miei negozi preferiti?
D’altronde chi ama New York ama Juicy perché Juicy Couture loves New York. Lo dice la maglietta marrone con stampa rosa e qualche paillettes che ho comprato oggi 40% off!!!!

Alle nove rientro in albergo. Le mie gambe chiedono pietà. Le gratifico con una fetta di cheescake….consumata mentre, sprofondata nel letto, guardo le puntate inedite di desperate housewife e brothers and sisters!  Good night

QUARTO GIORNO A NY. 1 GENNAIO 2011

892777_10151483920413280_54854566_oIl primo giorno del 2011 e’ cominciato cucinando donuts con la piccola joanie, che, se e’ vero che cio’ che fai a capodanno lo fai per tutto l’anno, le prospettive sull’anno che mi aspetta appaiono piuttosto casalinghe!!!

Mentre Marion multitasking ha preparato la colazione, mandato un paio di mail, letto il racconto di ricky, baciato il marito, fatto una corsa di 6 miglia e organizzato la giornata, io ho bruciato due infornate di donuts. Darò la colpa alla piccola joanie, che, per quanto piccola, meglio capisca fin da subito che viviamo in un mondo difficile!

Ma la giornata e’ appena cominciata.

Un’altra famiglia Cunningham viene a bussare alla nostra porta e tutti insieme si parte per Ny, dove ci aspetta visita al Moma e passeggiata al rockfeller center.
Visitare il Moma ha sempre un certo fascino, visto che oltre al museo permanente ci sono sempre exhibition temporanee interessanti.

Certo, non tutti i piani hanno lo stesso fascino e se, come me, non cogliete il significato profondo di uno specchio con un buco al centro, dovete rassegnarvi all’idea che il secondo piano vi piacerà‘ poco.
A meno che la vostra profonda sensibilità‘ non vi induca a riflessioni intellettuali sul buco che in un linguaggio neorealista con influssi in parte espressionisti e in parte impressionisti rappresenta il nulla cosmico che si riflette sulla vostra immagine che verra’ risucchiata nel vortice della vita moderna che, vorticando vorticando, porterà‘ alla fine del mondo. Nel 2012, non ci sara’ piu’ uno specchio con un’immagine riflessa, ma solo un grande buco.
Praticamente come hanno predetto i Maya.

Il pomeriggio procede con una passeggiata al Rockfeller Center.
C’e’ così tanta gente che al ritorno a casa la fila alle poste centrali di Roma quando arrivano le pensioni e tu devi spedire solo una raccomandata mi farà fare grasse risate. Macchina e back home.
Pizza a cena, anche se sono le sette. Amo la libertà degli americani. Si mangia quando si ha voglia e non quando finisce Striscia la notizia!

E ora, attenzione, perché sto per darci una grande delusione: la pizza i cunningham non la mangiamo con sopra mille cose, ma con un gusto solo. In compenso, pero, l’amica di marion inzuppa la crosta della pizza nella diet coke. Direi che come stravaganza e’ alla pari con pizza condita con ananas,pomodori, zucchine, wrustel, uovo, bacon e una spruzzata di ketchup.

taste it and let me know!