Archivio della categoria: Parigi

ALLEZ! ALLEZ!

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Parigi

Imparare una parola nuova e continuare a ripeterla per tutto la giornata,potrebbe sembrare una cosa da cretina, invece e’ sempre da attribuire all’entusiasmo.

D’altronde come si fa a non essere entusiaste passando la giornata a St Germaine?
Dopo una passeggiata che ha fatto sentire le mie scarpe accessori acquistati per un fine superiore, ho raggiunto braccialetta, camicetta e montmy in un bar di saint germain.
Subito dopo e’ arrivato anche piumino.

Obiettivo passeggiata e pranzo tutti insieme.
Tempo di ammirare il Pont des Arts e il programma e’ cambiato.
Con tutti quei negozi, se avessimo avuto “obiettivo pranzo”, come minimo Coco Chanel  avrebbe bloccato le nostre carte di credito a tempo indeterminato.
Ed e’ qui, che mi e’ venuto il blocco dello shopping.
Per comprare infatti c’e’ bisogno del momento giusto e del posto giusto contemporaneamente.
E se il posto era giusto, il momento invece era piu’ adatto a una sessione di pugilato, facendo opportunamente scansare braccialetta e camicetta.
La giornata procede cosi’ fino a quando non sento Piumino a telefono che mi dice di avere il posto giusto, che potrebbe creare il momento giusto.
Ci vediamo così a Rue Etienne Marcel, da Killwatch, che, sebbene non sia proprio il prototipo di negozio che Coco’ apprezzerebbe, poco importa… al momento sono nella fase Sienna Miller!
Ma con tutti gli uomini cazzari che ci sono a questo mondo, perche’ uno tra i pochi sinceri me lo sono ritrovato a Parigi? Rue Etienne Marcel è un posto così giusto che ha fatto diventare giusto anche il momento.

E’ bastato un attimo, una strada, le luci, i negozietti… et voila’, l’incantesimo si e’ compiuto e finalmente mi sono sbloccata!!!!!!
Lo avevo detto io che questa citta’ era magica.

La mia carta di credito adesso si sente come me se fossi uscita con George Clooney e lui il giorno dopo mi avesse pure richiamata.

Il mio trolley invece, riempito con i nuovi acquisti, si sente come Giuliano Ferrara dopo il pranzo di Natale. In effetti, dopo la cena algerina di ieri, anche io stamattina mi sento un po’ Ferrara, ma questo non mi impedira’ di mangiare almeno due madeleines e di fare un brunch rigorosamente francese.

Bon saint jour!

JE SUIS TRES JOLIE…15 ottobre 2011

319607_10150346261588280_1859109224_nSebbene ormai io stia diventando padrona della lingua straniera, le parole per  metaforizzare la gentilezza dei francesi mi mancano pure in italiano.

Dire che ti trattano come se loro fossero Berlusconi e tu Tremonti puo’ forse rendere l’idea della disponibilita’ che dimostrano quando entri in un locale.

Nonostante questo particolare la nostra giornata parigina e’ stata magnifique… io e braccialetta abbiamo camminato, chiacchierato e continuato a ripetere c’est magnifique ogni due metri.
Poi abbiamo anche detto svariate volte “si vous plais” “pardon” “bonjour” “au revoir” perche’ ci faceva sentire molto francesi. Se ci manca qualcosa, non e’ certo l’entusiasmo, oltre a varie altre qualita’ visibili a occhio nudo.

Il pranzo al Cafe’ Marly proprio di fronte alla piramide del Louvre con il sole, le omelette, le cartine aperte per decidere cosa vedere ci ha fatto sentire delle ragazze davvero fortunate.
Sara’ per questo che in noi sta maturando la decisione di rendere fortunati anche i negozianti di Parigi. Entusiaste e pure altruiste. Vista in quest’ottica la sciarpa di vuitton acquisterebbe tutto un altro significato. Peccato che A ME NON PIACE.

Parigi avra’ un debito culturale con me perche’ le visite ai musei sono state valutate, discusse coscienziosamente e poi … depennate. In realta’ il mio latente lato culturale ha insistito per il D’Orsay, che pero’ al momento ha collezione ridotta, causa lavori di restauro. Peccato.

In compenso, abbiamo visto le bellezze di Parigi da ogni angolazione, da vicino, da lontano, dall’alto, dal basso, da destra e da sinistra. I giardini della tuileries, place de la concorde, place vendom, il Mareis, l’opera’, il centro pompidour… con finale di cena sugli Champs Elysees dove ho acquisito la definitiva certezza che un pollo condito con il cocco e altre cose dalle forme strane non va d’accordo con i miei enzimi digestivi, che al momento sono in piena rivoluzione.
Il mio fegato se la sta vedendo male. Dopo tutto lo Chablys di ieri sera, il rischio che gli enzimi riescano a imprigionarlo e ghigliottinarlo e’ davvero molto elevato.

E poi, di notte, lei. Bella, emozionante, elegante, eccitante. No, non sono diventata lesbica. A meno che l’attrazione per la Tour Eiffel non sia un segnale. Momento di riflessione. Nooooo. Certo, cosi’ riuscirei a spiegarmi perche’ con gli uomini sono un disastro, ma, ahime’ , non posso nascondermi dietro un repentino cambiamento di sessualita’! Comunque, notte, vento freddo, la Torre ormai spenta… ma chi sono quei 5 che la guardano incantati dal Trocadero? indovinate.

Riguardo la parte shopping, a parte la consapevolezza che la sciarpa i vuitton non mi piace, ho scoperto di avere una passione incontrollata per i pupazzetti che si illuminano e fanno i versi o che non si illuminano ma hanno i colori della bandiera americana e per i lip gloss, specie se di Hello Kitty e se comprati da Colette.

Sono quasi le nove e mezza di sabato mattina… inizio ad avere il presentimento che nel proseguimento della giornata avro’ qualcosa da compensare… la sciarpa di vuitton in effetti non e’ poi cosi’ male…

LOST IN PARIS… 14 ottobre 2011

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bonjour, anche se, vista l’ora in cui mi sono svegliata, sarei gia’ in orario aperitivo.

chissa’ a che ora sono lecite le bollicine a Parigi.Ieri sera la serata parigina e’ stata molto… parigina… camembert, soup d’onion e una serie di dolci che nemmeno vi elenco.

Alla fine mi sono sentita cosI’ parigina che chiacchieravo in francese.

O forse è stato per le varie bottiglie di Bordeaux che abbiamo bevuto?

Probabilmente dopo tutto quel vino, avrei parlato francese anche al chiosco di Ponte Milvio.

Avete mai bevuto una cosa con rum, champagne, basilico, zucchero liquido e lime? No? Beh, fatelo.Le possibilita’ che dopo possiate affrontare una conversazione sull’approvazione del bilancio sono nulle, ma in fondo non lo fanno i parlamentari che paghiamo perche’ dovremmo farlo noi, gratis?

E così, io e braccialetta ci siamo avventurate in conversazioni di tutt’altro genere, ma proprio di tutt’altro.

Nonostante ancora non abbia capito dove si trova esattamente l’albergo, stamattina ho deciso di passeggiare random per la citta’. Alle sette meno un quarto a Parigi e’ praticamente notte. Meglio, cosi ho visto l’alba sulla Senna con la Tour Eiffel sullo sfondo!
Parigi e’ magica, si,  ma la Carrie Bradshaw che e’ in me reclama uno Starbucks. In realta’ reclamerebbe anche l’arrivo di Mr Big con tanto di bacio appassionato sul ponte della Senna, ma al momento potrei accontentarmi anche solo di un chai tea latte.

L’appuntamento con gli altri e’ alle 13.30 davanti alla piramide del Louvre in rue de rivoli (c’est tres chic), ho quindo di tutto il tempo di raggiungere Notre Dame a piedi.

E’ una mattina di ottobre fredda ma con tanto sole e sono davanti a qualcosa che toglie il fiato. Una visita alla Sainte Chappelle e poi mi tocchera’ andare a comprare qualcosa altrimenti diventero’ troppo spirituale e nel prossimo post dissertero’ in modo criptico sui problemi esistenziali, che nemmeno un chai tea latte riesce a risolvere. Sono una vera intellettuale della rive gauche.

Au revoir

PARIS PARIS – 13 ottobre 2011

303174_10150346258753280_908542625_nL’aereo e’ decollato nonostante le sue ali abbiano lo stesso spessore del cervello di un leghista qualsiasi che ha votato per Renzo Bossi.

La partenza e’ stata in stile “scappata di casa”. Dopo svariati consulti telefonici con la mia amica “braccialetta” e innumerevoli “non ce la posso fare” sono infatti riuscita a partire con il bagaglio a mano.

Sarebbe stata una bella soddisfazione, se l’altro pezzo di trolley di cui avrei avuto bisogno non lo avessi indossato strato su strato. Praticamente io sto andando a Parigi, ma il mio corpo e’ su una spiaggia delle Maldive senza ombra.

I buoni propositi sono no shopping e no cibo, anche se andare a Parigi senza rendere omaggio a Chanel e Vuitton o senza assaggiare i formaggi, le crepe con la nutella, le madeleine, la soup d’onion, i croissant, le baguette, ecc. ecc. e’ come ottenere un’udienza dal Papa e poi fermarsi a chiacchierare con la guardia svizzera.

Il volo sulle montagne e’ stato indolore, ma solo perche’ i miei fantastici compagni di viaggio hanno pensato bene di mettermi in mano un bicchiere di vino che ha cancellato dalla mia mente l’immagine dell’aereo schiantato in un punto imprecisato del Monte Bianco.

Si lo so le probabilita’ che caschi l’aereo sono poche, ma anche quelle che un essere maschile carino si sieda accanto a te. Ed essendosi verificata quest’ultima fattispecie, sono sicura che i bookmakers inglesi scommettono sul tuffo avvitato dell’aereo tra le montagne franco-italiche.

Fortunatamente, il tipo e’ biondo e visto che se sei biondo e non sei jude law o al massimo un altro, di cui, per creare un po’ di suspance, non rivelero’ il nome, a me non piaci, le probabilita’ di colpo di fulmine si abbassano e quelle di atterraggio su pista con le ruote si alzano.

Vedere la torre eiffel illuminata dalla luna piena e sentire parlare francese mi fa sentire molto romantica. E poi questi uomini che parlano francese sono talmente sexy…. ma l’amico di braccialetta che, per convenzione di viaggio chiamero’ “piumino” e che, ahime’, parla il francese manco fosse di Parigi puo’stare sereno! Non faro’ pensieri impuri su di lui! Sono brava, io….

E adesso brindisi… non sia mai che capitassero degli astemi nella mia vita…